In tutte le progettazioni e i conseguenti i preventivi inseriamo sempre almeno la predisposizione degli impianti di climatizzazione.La predisposizione ci consente di montare le macchine anche a distanza di anni dalla ristrutturazione ma avremo il vantaggio di non dover rifare tracce nei muri e i collegamenti elettrici sono li gia’ pronti.Importantissimo poi e’ lo scarico delle condense che possono essere realizzate solo a cantiere aperto durante la realizzazione degli impianti sanitari nei bagni.
Di seguito cerchero’ di illustrare i vari tipi di impianto di condizionamento possibili tralasciando pero’ il sistema canalizzato che ha i suoi vantaggi solo in ambienti di grosse dimensioni e in particolari condizioni (uffici ….ecc!)
La Climatizzazione e il calcolo dei BTU necessari.
Il climatizzatore è un apparecchio ormai indispensabile appunto per mantenere temperature piacevoli in una casa: la temperatura media dei
locali dove si soggiorna, sia d’estate che d’inverno, deve raggiungere di giorno i 25-27°C e di notte i 22-23°C, e il tasso di umidità deve essere del 50% circa; il climatizzatore permette di creare e mantenere tali condizioni ottimali di benessere per il corpo. Per scegliere bene un climatizzatore è necessario conoscere come funziona e quali opzioni può presentare, poiché ne esistono di diversi tipi e la loro installazione non è una faccenda semplice.
Criteri di classificazioni dei climatizzatori
Classificazione dei climatizzatori secondo la posizione
A seconda di dove vengono posizionati, i climatizzatori si dividono in:
- fissi
sono climatizzatori che permettono di regolare la temperatura di uno o più ambienti e la loro installazione richiede l’intervento di un tecnico specializzato. Possono essere:
- Monoblocco, costituiti da un solo elemento interno all’abitazione, da installare in prossimità di una parete perimetrale
- Split, costituiti da una o più unità interne, installate a parete, a
soffitto o a pavimento, collegate a uno o più elementi esterni. Gli split possono quindi essere:
- Mono
- Dual
- Multi
- portatili
sono climatizzatori che non richiedono la realizzazione di un impianto e permettono solitamente di regolare la temperatura di un solo ambiente. Tali apparecchi sono facili da spostare e da riporre e possono essere
- Monoblocco, costituiti anche questi da un unico elemento collegato all’esterno con un tubo flessibile per l’espulsione della condensa, che può avere l’estremità appiattita per passare attraverso i battenti della finestra; tali apparecchi sono più rumorosi perché contengono sia il condensatore che l’evaporatore
- Split, la cui unità interna è molto facile da portare, anche se collegata a un’unità esterna da un tubo flessibile
Classificazione dei climatizzatori secondo il funzionamento
I climatizzatori sono poi classificabili a seconda che funzionino con:
- gas refrigerante
che circola all’interno di un circuito e di un sistema di ventilazione, per cui se l’impianto non ha perdite, il gas non si consuma. I gas utilizzati dai climatizzatori di ultima generazione non sono dannosi per l’ambiente, come il refrigerante R-410A - acqua refrigerata
che circola nel sistema di ventilazione, dopo essere stata raffreddata da un refrigeratore. Tali apparecchi sono detti idronici e possono anche essere collegati a una caldaia e utilizzati d’inverno per il riscaldamento. L’aria poi viene diffusa nell’ambiente tramite dei terminali detti ventilconvettori o fan coil.
Il funzionamento di un climatizzatore a gas
- Per raffreddare
All’inizio del ciclo in un climatizzatore a gas refrigerante, il compressore comprime il gas nel condensatore, dove si raffredda e diventa liquido. A questo punto il liquido passa all’evaporatore attraverso un circuito sigillato, e nell’evaporatore si espande e assume lo stato gassoso nuovamente. Il gas quindi sottrae calore all’ambiente e restituisce aria fresca, distribuita da una ventola. Dopo di che il gas ritorna nel condensatore e cede il calore assorbito all’esterno, dove viene espulso sotto forma di condensa. A questo punto il processo ricomincia da capo. - Per riscaldare
I climatizzatori dotati di pompa di calore, per riscaldare oltre che raffreddare, al momento di riscaldare, invertono il ciclo del freddo: l’apparecchio cede l’aria fredda all’esterno e il calore prodotto viene invece rilasciato all’interno. Tale sistema diminuisce l’efficacia quando le temperature esterne sono più basse.
Il funzionamento di un climatizzatore ad acqua
Tali climatizzatori includono nella maggior parte dei casi anche il riscaldamento oltre che il raffreddamento. Vengono anche chiamati ventilconvettori e si basano sulla circolazione dell’acqua e sulla diffusione forzata dell’aria calda o fredda. Tali climatizzatori garantiscono un’elevata prestazione termica e un buon ricircolo. In estate il climatizzatore funziona con acqua fredda prodotta da un refrigeratore; in inverno esso funziona con acqua riscaldata da una caldaia. Il caldo e il freddo vengono diffusi forzatamente nell’ambiente dal ventilconvettore, un ventilatore integrato in un terminale d’impianto.
La temperatura di tali apparecchi è regolata da un termostato. L’acqua calda che serve a farli funzionare d’inverno deve avere temperature tra i 40 e i 50°C, contro i 70-80 dei radiatori tradizionali, e questo comporta un notevole risparmio di combustibile. L’aria circola continuamente e in modo uniforme e non si formano zone stagnanti. Inoltre il livello di umidità si mantiene ottimale. Il raffreddamento e il riscaldamento degli ambienti avviene piuttosto in fretta. Per tutti questi motivi, i climatizzatori ad acqua sono ottimali nelle seconde case, dove il sistema di climatizzazione viene utilizzato saltuariamente.
L’unità esterna del climatizzatore
Nella parte del climatizzatore che rimane fuori dalla casa c’è il compressore, il motore dell’apparecchio. Solitamente viene installata su un balcone o sotto una finestra, anche a 25 metri di distanza dall’unità interna. Per l’installazione sulla facciata esterna di un appartamento all’interno di un condominio, c’è bisogno dell’autorizzazione dell’amministratore, mentre se l’appartamento si trova in un centro storico o ha un valore storico-artistico, occorre chiedere il permesso al Comune di residenza. Quando si sceglie poi la posizione per l’installazione è bene tenere conto del fatto che, contenendo compressore e ventilatore, l’unità esterna del climatizzatore è molto rumorosa. L’installazione dell’unità esterna da parte dei tecnici specializzati, aumenta del 20-40% il costo della macchina.
L’unità interna del climatizzatore
Le unità interne dei climatizzatori fissi possono essere installate:
- a parete
sono i più diffusi e non occupano spazio in terra. Sono adatti sia per il raffreddamento che per il riscaldamento: per il raffreddamento è bene sistemarli più in alto possibile, ma comunque a non meno di 30 cm dal soffitto, per il riscaldamento è bene disporli non oltre i tre metri d’altezza, perché l’aria calda tende a salire verso l’alto di suo - a pavimento
sono adatti per ambienti molto alti e quando si usano anche per il riscaldamento - a soffitto
sono pensati per ottimizzare la funzione di raffreddamento, perché l’aria fredda scende verso il basso. Per ottenere una soluzione ideale è bene incassarli nel controsoffitto, lasciando a vista solo la griglia per l’erogazione dell’aria
Per quanto riguarda la scelta di split mono, dual o multi, occorre tener presenti le dimensioni delle stanze e la loro forma: per le stanze quadrate basta un mono al centro, per le stanze rettangolari lunghe serve almeno un dual.
L’etichetta dei climatizzatori
Per legge, anche i climatizzatori, come tutti gli elettrodomestici, devono essere dotati di un’etichetta energetica che riporti tutti i dati relativi ai consumi dell’apparecchio. Sull’etichetta dei climatizzatori in particolare, possiamo leggere:
- la potenza assorbita dal climatizzatore per il raffreddamento e per il riscaldamento, espressa in watt
- la potenza resa dal climatizzatore per il raffreddamento e per il riscaldamento, espressa in Btu (British Thermal Unit), che solitamente corrisponde a tre volte circa la potenza assorbita
- la classe di efficienza energetica per il raffreddamento e per il riscaldamento, espressa in lettere dell’alfabeto dalla A alla G. La classe A corrisponde al consumo energetico più basso, quindi migliore
- la capacità di deumidificazione, che indica la quantità di aria che viene deumidificata in un’ora, espressa in litri
- la rumorosità massima interna: è il livello massimo di potenza sonora dell’unità interna, espressa in decibel.
Funzioni aggiuntive del climatizzatore
I climatizzatori possono essere dotati di molte funzioni aggiuntive, utili e finalizzate anche al risparmio energetico:
- tecnologia inverter: permette di ridurre i consumi anche del 30% rispetto ai climatizzatori tradizionali, poiché il compressore regola automaticamente il proprio funzionamento, per adeguarsi alle condizioni climatiche del locale, mentre la potenza viene calibrata per raggiungere più brevemente possibile la temperatura impostata e per mantenerla costante
- funzione “sleep”, che abbassa la potenza del climatizzatore durante le ore notturne
- sistemi filtranti che trattengono le impurità dell’aria, come il filtro a carboni attivi (che assorbe gli odori), il Biosilver Techsystem (che elimina gli odori e i batteri), il filtro fotocatalaitico (che rimuove polvere e odori e previene funghi e muffe), il filtro hepa (contro polveri, pollini e fumo)
- sistemi di deumidificazione, che assorbono l’umidità dall’ambiente
- sistemi di ionizzazione che generano ioni negativi, che purificano l’aria immessa nell’ambiente, come il Plasmacluster
- sistema elettronico di autodiagnosi, che segnala guasti o parametri non corretti: con questo sistema, in caso di situazioni anomale ma non compromettenti, si possono risolvere frequenti problemi senza chiamare necessariamente il tecnico; se invece il guasto compromette la sicurezza del climatizzatore, tale sistema ne blocca automaticamente il funzionamento
- funzione Feel, che permette la scelta automatica della modalità operativa in base alla temperatura ambiente rilevata
- il timer, che permette di programmare l’orario di accensione e spegnimento dell’impianto
Cosa valutare per l’acquisto di un climatizzatore
Per scegliere il climatizzatore giusto è necessario tener conto di molti elementi, da valutare prima dell’acquisto:
- dimensioni e forma dei locali da climatizzare influiscono sulla scelta di quale tipo di climatizzatore scegliere, se fisso, portatile, monoblocco, split, mono, dual, multi, a parete, a pavimento o a soffitto e quindi di quante unità interne dover usufruire. Essendo un calcolo complicato, è bene far effettuare un sopralluogo da tecnici specializzati, oppure provare a utilizzare il piccolo programmino posto alla fine della pagina, realizzato dalla Daikin , dove attraverso semplici passaggi,si potra’ calcolare la potenza necessaria, selezionando l’ambiente dove avverra’ l’installazione del condizionatore anche in base a:
- l’orientamento dello stabile in base all’esposizione al sole e al piano in cui è collocato l’appartamento, permettono di capire quale potenza è effettivamente necessaria per climatizzare i locali
- il numero di persone che vivono nella casa da climatizzare
- i materiali costruttivi e il tipo di isolamento di cui è dotata la casa, poiché se gli infissi e le pareti sono buoni, i consumi energetici sono inferiori
- la dimensione di finestre e porte-finestre, poiché superfici vetrate ampie favoriscono l’accumulo di calore
- la zona climatica e le temperature medie della località di residenza influiscono sulla scelta della potenza del climatizzatore
- calcolare se per il normale funzionamento, anche insieme ad altri elettrodomestici, sono sufficienti i 3 kw disponibili per l’utenza domestica per quanto riguarda l’energia elettrica, o se è necessario chiedere il potenziamento a 6 kw
Inoltre, al momento dell’acquisto, bisogna tener conto di altri fattori:
- il costo dell’installazione, non compreso nel prezzo esposto al pubblico, che può aumentare quest’ultimo del 20-40%
- nell’etichetta energetica, tutte le informazioni riportate devono corrispondere alle esigenze emerse dall’analisi effettuata prima dell’acquisto, di cui si è parlato poco sopra
- bisogna informarsi sugli interventi di manutenzione periodica necessari e sui relativi costi
- usufruire di contratti per gli interventi di manutenzione che offrano eventualmente compreso nel prezzo il prolungamento della garanzia oltre i due anni normali: sono offerte frequenti
- accertarsi, visitando il sito del governo www.governo.ito chiedendo al negoziante, che siano possibili eventuali detrazioni fiscali per il rinnovamento dell’impianto di climatizzazione e riscladamento
Quali elementi sono da considerare per un impianto di climatizzazione fisso
Innanzitutto è bene ricordare che se si desidera far installare un impianto di climatizzazione fisso, è necessario il sopralluogo preliminare e l’intervento successivo all’acquisto, di un tecnico specializzato. Nel caso dell’impianto fisso, è maggiormente diffuso lo split, suddiviso tra unità interna e unità esterna, che può essere mono, dual o multi. Al momento della progettazione, bisogna tenere conto che un’unità esterna si può collegare a un massimo di 4 unità interne o multisplit. Ricordate inoltre che ogni unità interna necessita:
- del collegamento all’impianto elettrico
- di una conduttura in rame all’interno della quale circoli il gas refrigerante
- di un tubo collegato con l’esterno per l’espulsione della condensa, generata che deve essere scaricata in un cassetta di scarico collegaa allo scarico generale nel bagno.Attenzione:Se non viene predisposto questo scarico nel bagno vi trovererete a dover accumulare la condensa in una tanica o in una bacinella sul balcone o sul terrazzo e a scaricarla manualmente ogni sera!
- di tracce a parete, per cui sono necessari lavori murali, per inserire le condutture
- oppure di canaline in plastica per evitare di rompere i muri
Al termine dell’installazione di un impianto da parte di un tecnico specializzato, ricordate che questo deve rilasciarvi la dichiarazione di conformità dell’impianto stesso.
desiderereiavere notizie sulla istallazione di impianto di climatizzazione e se posso mettere il motore o pompa di calore o come diavolo si chiama all’interno di un balcone al quinto piano di un condominio,ovvero se la legge me lo proibisce. Grazie.
Bisogerebbe capire se nel regolamento del suo condominio c’e’ un articolo che vieta ai condoini di farlo. Il Balcone e’ proprietà privata mentre la facciata e’ un elemeno comune.Esistono inoltre dei vincoli sui fabbricati nei centri storici e non conoscendo la sua situazione non posso quindi risponderle in modo univoco.